Master Universitario di II° livello - Anno Accademico 2020/2021 - Scadenza presentazione domande prorogata al 16/04/2021

FINALITA’ e OBIETTIVI FORMATIVI
Gli effetti dei cambiamenti climatici sul pianeta sono diventati in pochi anni evidenti. La consapevolezza delle conseguenze sulla salute umana di quello che, nel contesto internazionale, è definito “climate change”, è oggi alimentata da dati di evidenza che generano preoccupazione ma che sono anche alla base delle nuove politiche di trasformazione dell’ambiente costruito messe in atto, in particolar modo, nel contesto europeo. Tra gli obiettivi di sostenibilità alla base di tali politiche quello della razionalizzazione nell’uso delle risorse riveste un carattere altamente strategico. In particolare, per ciò che concerne il mondo delle costruzioni, esiste oggi un’attenzione nuova verso i materiali edilizi e gli impatti derivanti al loro processo di impiego ovvero produzione, messa in opera e dismissione. Nell’ambito di una auspicabile cultura della costruzione orientata ai principi di economia circolare, il tema dell’impiego di materiali di scarto nel settore edilizio si configura, dunque, come uno dei più avanzati obiettivi di sostenibilità applicata alle costruzioni; un obiettivo che tuttavia necessita di nuove competenze ma che lascia presagire la nascita di nuovi mercati nonché di nuove possibilità “creative” nel campo della progettazione architettonica.
Il master si propone come anello di congiunzione tra la formazione e la professione. Integrando le conoscenze di coloro che si sono confrontati con il mondo dell’architettura, e dell’ingegneria e del design, il Master punta a formare una figura di progettista/esperto che voglia misurarsi con un’idea di architettura realizzata integralmente di spazi e materiali nuovi o usati, rinnovabili, naturali, biodegradabili, riciclabili e riutilizzabili in settori anche diversi da quello di origine, attraverso un processo circolare e di upcycling.
Com’è noto “upcycling” vuol dire riuso creativo (di oggetti o materiali di scarto), tale che possa nascere un prodotto di qualità più elevata di quello da cui trae origine. In architettura questo concetto coinvolge non solo l’aspetto dei materiali e dei componenti edilizi, ma anche lo spazio, inteso come elemento primario, al quale si attribuisce il maggior significato dal punto di vista sociale, economico e, non ultimo, di qualità dell’abitare e del comfort.
Il compito del progetto, destinato ad un processo circolare del manufatto edilizio, è quello di portare alla massima espressione il concetto di “riuso creativo”, potenziando tutti quegli aspetti - qualità degli spazi, qualità della forma, qualità ambientale, ecc. - che contribuiscono a modificare abitudini ormai consolidate, legate allo spreco di risorse e ad un uso eccessivo di materiali e dispositivi non rinnovabili, migliorando e non riducendo la qualità della vita.
Si promuove in tal modo un’idea di “processo circolare” basato sul concetto di upcycling - ovvero di rigenerazione di materiali, componenti e spazi già delineati in precedenti manufatti - e sulla visione di nuovi scenari futuri in cui anche i nuovi manufatti possano essere concepiti come elementi di un nuovo paesaggio, totalmente disassemblabili e dunque disponibili a diventare materiale utile per una nuova “forma di vita”.
Questo processo richiede differenti competenze utili a delineare un progetto consapevole e a raccogliere le sfide legate al cambiamento climatico e al consumo indiscriminato di risorse, trasformando i problemi in opportunità e fornendo nuove occasioni di qualità per l’architettura e per l’ambiente costruito.

PROFILO PROFESSIONALE FORMATO
La figura professionale che si intende formare avrà specifiche competenze nei seguenti campi:
• saper delineare strategie innovative per la progettazione di edifici “rinnovabili”, destinati a riciclare e ad essere riciclati in un processo continuo e circolare di trasformazione di spazi e di componenti edilizi;
• saper riconoscere ed utilizzare tecnologie reversibili e disassemblabili;
• saper utilizzare materiali e progettare spazi che impieghino il minor spreco di energia;
• saper utilizzare e interpretare con capacità critica le recenti normative riferite ai CAM (Criteri Ambientali Minimi) come requisiti di base per delineare scenari compatibili con le nuove sfide ambientali;
• saper utilizzare ad un livello base alcuni strumenti complessi di progettazione parametrica (BIM) e computazionale (Grasshopper) nell’ambito di una metodologia progettuale orientata al progetto di upcycling;
• saper utilizzare alcuni software di interfaccia per la produzione con tecniche di digital fabrication di componenti edilizi.

PROSPETTIVE OCCUPAZIONALI O DI MIGLIORAMENTO DELLA POSIZIONE O DEL RUOLO GIÀ RIVESTITO
La progettazione architettonica oggi viene svolta prevalentemente in società di ingegneria o professionali che hanno bisogno, oltre che di figure che sappiano governare gli strumenti del progetto, anche di professionisti capaci di integrare e conciliare le diverse tematiche che rispondono alle richieste di sostenibilità del prodotto e del processo realizzativo; si tratta di riuscire a progettare città, paesaggi ed edifici intelligenti, in grado di soddisfare la domanda di flessibilità e di adattamento che la società contemporanea impone nelle diverse sfere: abitative, lavorative e del tempo libero.
In questo quadro, il master è in grado di offrire sul mercato figure professionali altamente specializzate nella progettazione di interventi edilizi nuovi o di recupero di edifici esistenti con un grado maggiore di competenze per soddisfare esigenze di flessibilità d’uso degli spazi, di adattamento funzionale senza che questo comporti sprechi o costi ambientali dovuti allo smaltimento degli edifici da recuperare o di quelli di nuova costruzione.